Perugia, 24 nov. (Adnkronos) - Quarantasei tonnellate di pellet non a norma sono state sequestrate dagli agenti del commissariato di Foligno, diretti da Bruno Antonini, al termine di un'indagine portata avanti da polizia e Arpa. Nell'ambito della stessa operazione un imprenditore di origine meridionale e' stato denunciato per truffa, frode commerciale e violazione della legge sull'ambiente. Le 46 tonnellate di pellet, la biomassa utilizzata come materiale da riscaldamento, sono state sequestrate tra Umbria e Marche: per la precisione, 45 tonnellate nelle Marche e una in Umbria, nei locali di una ditta folignate. L'indagine e' iniziata dopo che un commerciante aveva segnalato che una partita di pellet di cui era venuto in possesso, bruciava male, emanando cattivo odore. L'uomo ha quindi fatto analizzare la sostanza presso un laboratorio accreditato e le analisi hanno dimostrato la presenza di sostanze quali piombo, rame e residui di cenere e formaldeide, normalmente non in presenza. La polizia, che sta indagando sulla provenienza della partita di pellet, tiene comunque a sottolineare che se la sostanza non viene bruciata, non produce alcun effetto. Il commerciante aveva ricevuto il pellet al posto di alcuni soldi che gli doveva un imprenditore meridionale che commercia in questi prodotti. La ditta produttrice invece si troverebbe in Europa dell'Est.




