Citta' del Vaticano, 18 giu. (Adnkronos) -"Molti giornalisti giocano a fare l'imitazione di Dan Brown. Si continua a inventare favole o a riproporre leggende. Come quella che un monsignore del Vaticano sia venuto a Genova con l'incarico di dissuadermi dall'accettare la proposta di papa Benedetto XVI, che mi voleva come Segretario di Stato. E' totalmente falso!". E' quanto afferma con decisione in un'intervista a Famiglia cristiana il cardinale Tarcisio Bertone a proposito delle notizie uscite in questi mesi relative alla fuga di documenti riservati dal Vaticano. "Ma, in ogni ricostruzione della mia nomina - aggiunge Bertone - continuo a leggere questo episodio. La verita' e' che c'e' una volonta' di divisione che viene dal maligno. L'unita' attorno al Papa e' fondamentale. Da' forza alle opere della Chiesa per il bene comune e per la societa' civile". "E, allora - afferma il cardinale - si cerca di dividere. In realta', in Segreteria di Stato fra tutti i collaboratori c'e' un'unita' di intenti, un impegno di collegialita' che non esiste altrove. Ci riuniamo sistematicamente, abbiamo uno straordinario clima di comunione, che e' l'esatto opposto di quanto viene rappresentato dai mass media". "Personalmente - spiega il Segretario di Stato - non ho alcun segnale di coinvolgimento di cardinali o di lotte fra personalita' ecclesiastiche per la conquista di un fantomatico potere. Come ha detto anche il cardinale Sodano, nell'intervista all'Osservatore Romano, e' logico che, discutendo nelle varie riunioni, ci possa essere diversita' di opinioni". " Lo documentano i verbali - prosegue Bertone - dove si indicano le ipotesi proposte e i numeri di quanti concordano sulle singole opzioni. Il tutto, poi, viene inviato al Papa affinche', dopo matura riflessione e preghiera con l'assistenza dello Spirito Santo, possa trarre le conclusioni e stabilire il da farsi". Insomma "la dialettica del confronto e' una tradizione della Chiesa sin dal tempo degli apostoli, che certamente non si tiravano indietro nel sostenere le proprie idee. Senza, tuttavia, sbranarsi a vicenda, ma riconoscendo sempre il primato di Pietro".




