(Adnkronos) - Ed e' proprio sul doppio registro della vicenda artistica di Bucci e della vicenda collettiva degli artisti e dell'arte del Ventennio, che si muove la mostra, arricchita da numerosi materiali inediti. Il percorso prende il via dagli esordi e dal periodo marchigiano per proseguire con la stagione francese, fondamentale nella vicenda di Bucci. "Arrivai a Parigi il 1906 e consumai il primo pasto completo nel 1910, la vita si nutre piu' di incontri che di cibo", ricorda Bucci. Qui conosce Picasso, Apollinaire, Dufy, Utrillo, si lega d'amicizia con Modigliani, Severini, Suzanne Valadon e Viani e la sua arte assume respiro internazionale. Nel 1907 e' accolto dal Salon des Artistes Français, poi al Salon des Inde'pendants cosi' come al Salon d'Automne del 1909. Il terzo ciclo s'incentra sugli "Scenari di guerra" e nella fattispecie quelli incentrati sulla Grande Guerra e sul Secondo Conflitto Mondiale. Un genere in cui l'artista ha saputo primeggiare, un vero e proprio war artist. Bucci e' tra i fondatori del movimento Novecento. A lui si deve il nome del gruppo, pur tuttavia egli mantenne con esso un rapporto molto critico, tanto da non presentarsi all'inaugurazione della prima mostra, curata dalla Sarfatti alla galleria milanese di Lino Pesaro, inaugurata alla presenza del Duce. Vi e' infine la sezione dedicata agli amici di Bucci. Da una parte il Gruppo di Novecento, nucleo composto da sette artisti dall'altra figure di spicco che hanno intrattenuto con Bucci legami di amicizia e di stima: Bonzagni, Egger Lienz, Martini, Mazzolani, Mazzucotelli, Modigliani, Viani e Wildt. L'esposizione presenta una serie di importanti inediti e riscoperte. Primo fra tutti, il dipinto In volo (1920), in mostra dopo piu' di settant'anni dall'ultima esposizione. L'opera esposta da Bucci alla Biennale del 1920, rappresenta l'esito piu' alto delle capacita' dell'artista marchigiano.




