Palermo, 19 giu. - (Adnkronos) - Ottimi piatti di cucina locale, menu' turistici a prezzi allettanti, posizione in pieno centro storico a Palermo con tavoli all'aperto, servizio impeccabile, ma un solo difetto: quello di dichiarare al Fisco appena il 30% degli incassi giornalieri. Il tutto rilasciando ai clienti, apparentemente in maniera regolare, scontrini e ricevute fiscali che, pero', avevano una particolarita': quelle di essere, per la massima parte, taroccate e, quindi, destinate a non transitare in contabilita' e nella dichiarazione dei redditi (comunque presentata, ancorche' per modesti importi), ma aventi il solo scopo di far risultare un ' apparente situazione di regolarita' fiscale ed evitare che qualche cliente, magari, segnalasse al numero di pubblica utilita' 117 della Guardia di Finanza il mancato rilascio della ricevuta. Adesso il ristoratore e' stato scoperto dalla Guardia di Finanza. Gia' all'atto dell'accesso effettuato presso il locale, ai primi di febbraio scorso, per iniziare una verifica fiscale approfondita, i finanzieri del Gruppo della Guardia di Finanza di Palermo hanno acquisito diverse ricevute fiscali con numerazione progressiva sfalsata, mentre altre riportavano addirittura un numero di partita Iva "contraffatto" contenente soltanto 10 cifre anziche' 11, come previsto dalla normativa vigente. "Lo scopo di questa falsificazione delle ricevute era, evidentemente, quello di evitare che eventuali controlli incrociati potessero mettere in relazione gli importi documentati nelle ricevute stesse con il ristorante e quindi con la dichiarazione presentata", spiegano le fiamme gialle. Andando avanti con l'ispezione documentale, le "sorprese" sono aumentate: i militari si sono pure accorti che il ristoratore, a fronte di 3.500 stampati fiscali prenumerati acquistati nel 2009 (ricevute fiscali e fatture), ne aveva conservato soltanto la meta' dichiarando di aver smarrito gli altri.8segue)




