Roma, 19 giu.(Adnkronos) - Il futuro della societa' italiana camminera' sulle gambe dei maturandi che domani affronteranno la prima prova dell'esame di Stato. Ne e' convinto il cantautore Antonello Venditti, che ha firmato due canzoni celebri legate alla maturita', 'Giulio Cesare' e 'Notte prima degli esami'. Una canzone, quest'ultima, "che rimarra' immortale per tutte le generazioni di studenti che passeranno questo momento", afferma Venditti, all'AdnKronos. "Dipendera' molto dalla preparazione degli studenti - spiega il cantautore- se l'Italia andra' avanti. Questo e' un discorso nuovo che deve essere fatto oggi: il nostro e' un periodo in cui l'Italia ha bisogno che questi studenti diventino classe dirigente e insegnino qualcosa". Una riflessione che il cantautore romano non ha fatto tanti anni fa e, dice, "mi sento di farla adesso pensando che i maturandi saranno il nostro futuro. Il cambiamento della nostra societa' dipendera' da loro". Venditti non ha particolari suggerimenti da offrire ai ragazzi che si preparano alla prima prova, anche perche' quel che e' fatto ormai e' fatto: "Alla fine -sottolinea- chi ha studiato, e ha voglia di studiare, si ricordera' tutto. Se gli studenti hanno amato il liceo e la scuola riceveranno quello che hanno amato". In altre parole, evidenzia Venditti, "sono sicuro che se i ragazzi hanno amato lo studio come la scuola pretende saranno ricompensati. Cio' che si e' imparato a scuola, ad esempio la condivisione e la voglia di lottare insieme, rimarra' per tutta la vita". D'altra parte, aggiunge, "il ricordo di una classe resta per sempre. Ho scritto 'Giulio Cesare', raccontando l'addio alla III E e immaginando un futuro collettivo come spero sia quello di una classe". Il cantautore, infine, osserva come la maturita' sia un "momento bellissimo e anche un po' melanconico: finisce un'eta' e ne comincia un'altra. Finisce un certo tipo di socialita' e ne inizia un'altra. E' come fare i 100 anni o prendere la patente: e' una data che si ricordera' tutta la vita, come il matrimonio o la prima comunione", conclude Venditti.




