Milano, 19 giu. - (Adnkronos) - Nonostante le importanti svalutazioni di attivita' immateriali spesate nel 2011 da alcuni istituti italiani, essi presentano intangibles con incidenze sui mezzi propri al di sopra della media europea che e' pari al 21,3%. Ragion per cui potrebbero in futuro arrivare altre svalutazioni in particolare se i titoli di Borsa dovessero restare cosi' depressi. E' quanto emerge dall'indagine annuale realizzata da Ricerche & Studi di Mediobanca. In particolare, le attivita' immateriali di Intesa Sanpaolo ammontano a 15,041 miliardi di euro su un patrimonio netto di 47,758 miliardi (31,5%). Quelle di Unicredit ammontano a 15,685 miliardi di euro su un patrimonio netto di 54,797 pari a una incidenza del 28,6%. Il quadro per le banche statunitensi e' segnato da incidenze ancora superiori, pari in media al 32,5%, con i valori maggiori riferito a Bank of Ny (70,3%) e Bank of America (37,1%), nonostante quest'ultima abbia effettuato svalutazioni tra il 2010 e il 2011 per 15,6 miliardi di dollari.




