Bologna, 19 giu. - (Adnkronos) - Vitigni di Pignoletto, Sangiovese, Albana, Trebbiano romagnolo, Malvasia e Ortrugo piu' controllati, ma soprattutto certificati, sia da un punto di vista genetico, che fitosanitario. E' questo l'obiettivo dell'accordo oggi firmato in Regione con i vivaisti dell'Emilia Romagna. Nel concreto, l'intesa riorganizza e rilancia l'attivita' del Nucleo di conservazione e premoltiplicazione del materiale viticolo regionale (che sara' dotato di un nuovo comitato tecnico-scientifico), al fine di dare piu' garanzie ai viticoltori che li impianteranno e, allo stesso tempo, promuovere e salvaguardare ulteriormente le tante varieta' viticole tipiche del territorio. "Si tratta di una nuova, significativa tappa nel percorso di qualificazione e sviluppo del nostro settore vitivinicolo, che consentira' un'ulteriore valorizzazione dei vitigni caratteristici del nostro territorio - ha spiegato l'assessore regionale all'agricoltura Tiberio Rabboni - l'Emilia Romagna e' oggi una realta' di primissimo piano nel panorama vitivinicolo nazionale e internazionale". Un risultato, ha continuato Rabboni, "raggiunto attraverso la crescita qualitativa nelle vigne e nelle cantine, lo sviluppo delle aggregazioni produttive e commerciali e, soprattutto, attraverso la valorizzazione dei territori del vino e dei vitigni tipici: una strada - ha concluso - che sta dando i suoi frutti e che occorre continuare a percorrere con determinazione". Hanno sottoscritto l'accordo il Centro di ricerche produzioni vegetali di Cesena (Crpv), il Centro attivita' vivaistiche di Tebano-Faenza (Cav) e il Centro moltiplicatori italiani viticoli associati (Miva) .




