Brescia, 20 giu. (Adnkronos) - Il Premio "Il Vittoriale degli Italiani" compie un anno e conferma la sua nascita dannunziana attorno alle parole Bellezza e Arte. Se per la prima edizione, infatti, e' stato assegnato a un Maestro dell'Arte del Cinema come Ermanno Olmi, per questa edizione 2012 il Presidente Giordano Bruno Guerri e la Fondazione Il Vittoriale degli Italiani hanno deciso di omaggiare con il prestigioso riconoscimento il grande chansonnier della musica italiana Paolo Conte, che ritirera' il premio sabato 28 luglio alle ore 17.30 nell'Auditorium della dimora dannunziana di Gardone Riviera, Brescia, in occasione del concerto che il cantautore terra' la sera stessa al "Festival del Vittoriale tener-a-mente". Al cantautore astigiano, autore di 'Gelato al limone', 'La Topolino amaranto' e 'La musica e' pagana", verra' consegnata una miniatura in alluminio - realizzata in esclusiva per il Premio da Mimmo Paladino - del famoso Cavallo blu, l'opera che lo sculture ha ideato in grandi dimensioni per arricchire il Vittoriale e che e' stata collocata nel suggestivo Anfiteatro. Il Premio verra' consegnato a Paolo Conte direttamente da Giordano Bruno Guerri, in un evento che per il pubblico sara' anche occasione per un incontro informale con il Conte artista nelle sue molteplici sfaccettature. "Dire che Paolo Conte e' un paroliere e' davvero riduttivo - dichiara Giordano Bruno Guerri - Conte e' un musicista, pittore, chansonnier e creatore di emozioni. Ma soprattutto poeta, come d'Annunzio. Il quale era, lui si', anche paroliere: "'A vucchella" e' un lavoro di grande artigianato canzonettistico. Il Vate avrebbe ascoltato Conte tanto volentieri, una sera, nella Stanza della Musica, al posto della Baccara. Ora, gliel'abbiamo portato a casa. Il Premio del Vittoriale - aggiunge poi lo storico e manager culturale - ha questo di straordinario, oltre al luogo in cui viene dato: che non ha regole ne' regolamenti. E' un dono e una festa, come sarebbe piaciuto al padrone di casa. Proprio per questo suo principio rivoluzionario diventera', paradossalmente, una lunga tradizione". (segue)




