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Carceri: Sarno (Uil), penitenziario Bari testimonia emergenza nazionale

domenica 24 giugno 2012
Carceri: Sarno (Uil), penitenziario Bari testimonia emergenza nazionale

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Roma, 20 giu.(Adnkronos) - "Credo di poter affermare che il carcere di Bari, oggi, rappresenti una delle criticita' piu' evidenti del sistema penitenziario italiano. Se il degrado strutturale era questione nota, il sovrappopolamento e l'esiguita' delle dotazioni organiche contribuiscono a fare del 'Francesco Rucci' una vera emergenza nazionale". Lo denuncia il segretario generale della Uil penitenziari, Eugenio Sarno, dopo la visita di questa mattina al carcere di Bari. "Questa mattina nel penitenziario del capoluogo pugliese erano ristretti 498 detenuti ( di cui 17 donne) a fronte di una capacita' ricettiva di 192 (considerata la temporanea chiusura della seconda sezione). E' del tutto evidente il grave indice di sovraffollamento, che determina condizioni di detenzione ai limiti dell'incivilta' e della sopportabilita'. Quando in una cella di pochi metri quadri - denuncia Sarno - debbono convivere sino a dodici detenuti allocati su letti a castello a quattro livelli non si puo' non parlare di degrado e incivilta' e se la situazione ancora regge e' solo per l'encomiabile impegno di tutti gli operatori, polizia penitenziaria in testa. A conferma di cio' viene in soccorso il basso indice di suicidi (uno negli ultimi tre anni) e l'irrilevante numero di atti autolesionistici". "Pur essendo in atto lavori di riammodernamento - aggiunge Sarno - vi sono evidenti lacune dal punto di vista della sicurezza per i poliziotti penitenziari, che saranno oggetto di debite segnalazioni agli Uffici competenti. Nei piani detentivi opera un solo agente per turno. Questo comporta un notevole stress psico-fisico ed e' contro ogni tutela e forma di sicurezza. Voglio ardentemente sperare che il sindaco di Bari e il presidente della regione Puglia - sottolinea Sarno - intendano personalmente verificare quale dramma umano, sociale e sanitario si consumi quotidianamente all'interno del carcere della citta' capoluogo, per operare sinergicamente a migliorarne la vivibilita'. A contribuire negativamente sui carichi di lavoro concorre l'elevata movimentazione di detenuti per motivi di giustizia. A Bari, mi dicono, i detenuti sottoposti a procedimenti per direttissima vengono ancora allocati in carcere e non, come la legge prevede, allocati nelle camere di sicurezza. Faccio appello al Procuratore Laudati - conclude Sarno - affinche' questa distorsione venga corretta e siano ristabilite le corrette procedure".