Roma, 21 giu. (Adnkronos Salute) - La salute dei capi d'azienda diventa materia universitaria. L'Ateneo francese di Montpellier ha infatti inaugurato la prima cattedra sull'argomento. Un nuovo campo di ricerca per approfondire aspetti medici su un particolare tipo di paziente, fino ad oggi poco studiato, e che servirà a creare una letteratura scientifica. A lungo termine, tutto questo potrebbe essere utile a porre le basi di un servizio sanitario ad hoc, destinato al lavoro non dipendente, in particolare ai vertici delle piccole e medie imprese. L'iniziativa nasce dall'idea di un professore di gestione di impresa, Oliver Torres, sostenuto dall'associazione dei giovani imprenditori, che ha rilevato la mancanza di dati sul tema: "Ci sono - ha spiegato - più statistiche sulle balene blu che sui 'padroni'" in tema di salute. Si ignora "quasi tutto" sulla salute dei piccoli imprenditori, artigiani, commercianti. Un 'vuoto' legato anche al ruolo che "impedisce loro di esprimere sofferenza", e la malattia diventa quasi un tabù. I piccoli imprenditori, in particolare, godono di poca attenzione anche quando il loro malessere si trasforma in tragedia: secondo un'analisi della stampa francese, i suicidi degli imprenditori trovano meno spazio sulle colonne dei giornali rispetto a quelli dei lavoratori. Ma ci sono anche fattori "salutogeni" per i capi. Uno studio realizzato da poco su mille capi d'azienda comparati ai loro dipendenti ha dimostrato che stanno meglio i vertici: soffrono meno di problemi muscoloscheletrici, hanno un tono migliore ma rischiano più dei lavoratori salariati forme gravi di burnout.




