Milano, 21 giu. (Adnkronos) - Puntare su un'analisi del Dna piu' 'mirata' e su nuovi esami biologici, approfondire le verifiche della polvere da cantiere e delle fibre tessili rosse trovate sul corpo della piccola Yara. E' la richiesta che la famiglia Gambirasio ha avanzato, attraverso il legale Enrico Pelillo e il consulente Giorgio Portera, alla Procura di Bergamo per dare un volto all'assassino della loro figlia 13enne. Nella consulenza di parte, lunga qualche decina di pagine, il genetista foreste Portera ha analizzato tutti gli elementi raccolti sull'omicidio della piccola ginnasta e ha elencato alcuni approfondimenti che potrebbero rivelarsi utili per risolvere un omicidio che, un anno e mezzo dopo, rischia di trasformarsi in cold case. In particolare, per l'esperto occorre ripartire dal Dna 'isolato' a Gorno. Un profilo genetico appartenente a un ragazzo, estraneo al delitto, che coincide, per molti punti, con quello trovato sugli indumenti della vittima scomparsa il 26 novembre 2010 da Brembate di Sopra. "Bisogna fare nuovi accertamenti sulla cerchia di parenti, analizzare in modo piu' approfondito e 'scientifico' quel Dna in modo da avere un dato forte, fortissimo, blindato invece di continuare 'alla cieca' ad analizzare i profili genetici presenti in zona. La prima cosa e' puntare sulla raccolta di campioni di confronto", spiega Portera all'Adnkronos. Non solo: "ci sono tracce biologiche trovate sul corpo di Yara, individuate fin dall'autopsia, ancora da analizzare" a causa della mole di lavoro dei Ris e della polizia scientifica. (segue)




