Roma, 22 giu. (Adnkronos Salute) - "La cefalea è diventata la principale causa di disabilità e di utilizzo dei servizi, consumando l’80% circa dell’intera spesa sanitaria di area. In Italia, il costo stimato (diretto e indiretto) si aggira sui 6miliardi di euro l’anno". Ad affermarlo in una nota è l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), che prosegue: "Si comprende così come si configuri una vera e propria questione di salute pubblica relativamente all’impatto della cefalea sulla società e si imponga quindi una precoce e corretta individuazione dei soggetti che ne sono affetti e un trattamento appropriato". Numerosi studi epidemiologici dimostrano che il mal di testa, nelle sue varie forme, colpisce circa il 15-18% delle donne ed il 6% degli uomini nel corso della vita, con un picco di prevalenza nel periodo di maggiore produttività, tra i 25 ed i 55 anni. Con questo obiettivo l'Agenas presenterà il 28 giugno a Roma al Centro nazionale delle ricerche (Cnr), il volume 'Linee guida nazionali di riferimento per la prevenzione e la terapia della cefalea nell'adulto'. Uno strumento che servirà per l’educazione e l’aggiornamento dello specialista che si confronta quotidianamente con questa patologia, e la formazione del medico di medicina generale nel riconoscerla e trattarla precocemente. L'organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha inserito la cefalea tra le 20 patologie più invalidanti per le donne tra i 15 e i 45 anni. Il carattere disabilitante ne fa una malattia sociale con elevati costi economici diretti e indiretti. Inoltre, è la causa di circa il 5% delle visite per le cure primarie e del 30% delle visite specialistiche neurologiche.




