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Cassazione: la piazza non e' il salotto di casa, gesti 'cafonal' al bando (2)

domenica 24 giugno 2012
Cassazione: la piazza non e' il salotto di casa, gesti 'cafonal' al bando (2)

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(Adnkronos) - A fare breccia tra gli 'ermellini', la tesi difensiva sostenuta dalla signora secondo la quale il giovane, proprio per il contesto in cui si trovava, vale a dire il marciapiedi della piazza, "avrebbe dovuto evitare gesti scomposti". Se il Tribunale di Ruvo di Puglia - nel febbraio 2011 - aveva assolto Francesco T. "perche' il fatto non costituisce reato" sulla base del fatto che i gesti un po' scomposti mentre si chiacchiera sono "abitudine comune", la Cassazione ha messo uno stop all'atteggiarsi 'cafonal', spiegando che "non e' la generalizzata diffusione dei comportamenti a rendere lecita una condotta, essendo in ogni caso primario, nell'agire dell'uomo, il rispetto del 'neminem laedere". E poi, ha osservato la Quarta sezione penale con la sentenza 24993 - "la pubblica via non e' il salotto di casa" per cui "l'abitudine di accompagnare con i gesti una conversazione, di per se' certamente lecita, perde il carattere di liceita' nel momento in cui essa, per le modalita' che caratterizzano la gestualita' e per il contesto in cui essa si manifesta, rappresenti una violazione delle ordinarie regole di prudenza e di diligenza che, comunque ed in ogni caso, devono accompagnare qualsiasi comportamento umano". Percio' se gli atteggiamenti sboccati in pubblico provocano un danno a qualcuno, e' giusto risarcirli "a titolo di colpa". La vicenda, nonostante il parere contrario della pubblica accusa della Cassazione che aveva suggerito di passare sopra alla cosa, tornera' davanti al giudice civile di secondo grado che provvedera' a quantifcare i danni per l'anziana ferita. Perche' "la pubblica via non e' il salotto di casa e di essa ciascuno ha il diritto di godere e di lasciarne godere alla generalita' dei cittadini".