(Adnkronos) - "Fin dall'inizio si e' pensato a un festival che non premiasse nessuno, che non parlasse soltanto dei grandi viaggiatori, che non si occupasse esclusivamente dei viaggi impossibili - spiegano gli organizzatori della kermesse -. Si e' messo il viaggio al centro della vita, cioe' una visione plurale dei modi di viaggiare, convinti che tutte le modalita' dello spostamento umano, delle civilta' dinamiche, abbiano una loro ragione. Si aveva una visione del viaggio come voglia di abbandonare la strada conosciuta per dedicarsi totalmente al cammino, al percorso e non alle me'ta, e come introspezione umana". "In tutte le edizioni precedenti - dicono ancora gli ideatori della manifestazione - abbiamo presentato libri, discusso in convegni tematici, cenato con cibi da tutto il mondo, assistito a spettacoli teatrali, visto documentari, film, fotografie e mostre di pittura o allestimenti d'arte, ascoltato musiche. I discorsi sono importanti, ma spesso andare oltre le diversita' linguistiche e oltre la razionalita' con eventi di natura non verbale come la musica o la cucina e' il modo di ricordare, di fare concretamente esperienza". Al centro del programma palermitano della manifestazione, nata a Pisa e dal 2009 ospitata a Firenze, ci sono due mostre fotografiche, allestite a Villa Niscemi: "Giappone: un giardino per tutte le stagioni" di Marcella Croce e "Deccan: un mondo variopinto" di Antonio Raciti. Le due esposizioni, visitabili tutti i giorni, tranne oggi, dalle 17.30 alle 19.30, raccontano due universi incantati e controversi di un'Asia sempre piu' al centro dello sviluppo economico, ma ancora in parte sconosciuta a livello popolare in Europa. A fare da splendida cornice alla kermesse e' la suggestiva Villa Niscemi, sede di rappresentanza del Comune di Palermo e centro di attivita' culturali. (segue)




