Milano 15 mag. (Adnkronos) - "La violenza a questo punto e' inevitabile e necessaria. Non amiamo la violenza non abbiamo il gusto romantico della violenza, ma ora e' inevitabile". E' quanto rivendicano dalle gabbie gli imputati accusati di fare parte delle presunte nuove Brigate Rosse, durante la prima udienza del nuovo processo d'appello disposto nei loro confronti. A parlare sono quelli indicati dagli inquirenti come i capi dell'organizzazione: Vincenzo Sisi prima, Alfredo Davanzo poi, e Claudio Latino. Gli imputati leggono due documenti che vengono poi acquisiti agli atti del processo. Parlano della "violenza strategicamente necessaria" e rivolgono un appello "ai comunisti affinche' si organizzino". Mentre gli imputati parlano, il pubblico, formato per lo piu' da simpatizzanti e da membri del centro sociale Gramigna di Padova, indossano magliette bianche che formano la scritta 'solidarieta". Gli imputati, ripetendo un copione gia' visto in processi passati alle Brigate rosse, affermano di non avere "niente da giustificare, niente per cui difendersi. Affermiamo le ragioni del percorso rivoluzionario che riguarda tutto il proletariato". (segue)



