(Adnkronos) - Queste ancore sono delle lastre di pietra di varie forme geometriche, denominate dagli archeologi PF3 (pietre forate 3), per lo piu' trapezoidali, con tre fori. Un foro praticato in alto attraverso il quale si assicurava l'ancora alle navi con delle cime in fibra vegetale o animale ed altri due fori nella parte inferiore dove si collocavano le marre in legno che avevano la funzione di "mordere" il fondo marino. Entrarono in uso nel 2° millennio a.C. ed i piu' antichi esemplari sono stati rinvenuti a Cipro e Creta. Rimasero in uso fino al VII e VI secolo a.C., finche' non furono sostituite con le ancore a ceppo litico. Ritrovamenti di questo tipo di ancora sono stati fatti in tutto il Mediterraneo, in particolare in Turchia, Egitto, Mar Nero, Grecia, Malta, Francia, Spagna e persino in Inghilterra. In Italia ci sono stati dei ritrovamenti nelle coste Ioniche, Tirreniche ed Adriatiche e questo ritrovamento e' un'ulteriore prova che le coste del Mar di Sardegna, in particolare quelle occidentali, erano dei luoghi di partenza, transito e scambio di merci con i paesi del Mediterraneo, anche in epoche molto remote. Non e' il primo ritrovamento di ancore storiche effettuato dal Reparto Operativo Aeronavale di Cagliari, impegnato in prima linea in mare e sul territorio a tutela del patrimonio storico ed archeologico nazionale. Il 1 settembre dello scorso anno la Gdf recupero' un'ancora litica nelle acque di S. Antioco, oggi custodita al Museo Archeologico di Sant'Antioco.



