Roma, 19 mag. (Adnkronos) - "Non si puo' morire entrando a scuola". E' l'appelloa firma di studenti pugliesi, dell'Unione degli Studenti, della Cgil, di Libera, di Legambiente, della Rete della Conoscenza, dell' Arci. "Come studenti - si legge nell'appello - non possiamo restare fermi. La solidarieta' attiva, umana e' una necessita' senza la quale si rimane soli, senza la quale si perde il senso collettivo di una tragedia come questa. Chiediamo quindi di mobilitarci sin da subito, nelle piazze, davanti ai Comuni. A Brindisi saremo in piazza alle 18.00. Vi chiediamo di fare lo stesso in tutta Italia. Lo chiediamo, come studenti a tutta la cittadinanza italiana. Non restiamo fermi, bisogna reagire a questa violenza". "Contro la violenza e il terrorismo - prosegue l'appello - scendiamo subito in piazza, insieme, uniti da un solo spirito e da quella voglia di liberta' e democrazia che ancora una volta hanno provato a scalfire, ma che non potranno mai soffocare. La violenza cieca e criminale del terrorismo ha colpito ancora. Colpisce vittime innocenti, ragazzi, studenti nella loro scuola, presidio di legalita' e spazio di giustizie e liberta', luogo in cui dovrebbe nascere la speranza di un futuro migliore, e che invece oggi e' stato teatro di una orribile tragedia". "Il fatto che si possa morire a scuola - sottolineano gli studenti - e' per noi inconcepibile da sempre, ma il fatto che questo accada in una dinamica folle ed omicida e' un dato preoccupante che non puo' lasciarci in silenzio. Proprio in una scuola, che ha il nome della moglie del Giudice Falcone, vittima di una violenza mafiosa, proprio in contemporanea al passaggio in citta' della carovana antimafia. Poco importa quale sia la pista, certo e' che la violenza in questi territori, nel Sud Italia, e' figlia di una cultura che deve essere distrutta e cancellata". (segue)



