(Adnkronos) - In pagina come nella vita, padre e figlia abitano mondi diversi. Lui si copre, lei si spoglia per mestiere. Sceglie di fare la modella. "Si e' fatta sterilizzare -spiega ancora De Luca- per non rischiare di mettere al mondo una creatura che avesse i tratti del padre. Ci sono state donne, malcapitate figlie di criminali di guerra, che hanno fatto questo. Altri sono andati a vivere in Israele per cercare di correggere il passato. Un torto non loro, ma talmente gigantesco da non poter essere chiuso nella generazione dei padri". E' lei la protagonista. Seduta a un tavolo d'angolo di una locanda, "accogliente per un arco di schiena che spingeva avanti il suo corpo verso il tavolo". A 20 anni scopre la verita' su quell'uomo. Le mani di suo padre non le ha piu' toccate da quella sera. La madre ha preso le valigie ed e' andata via lasciandole solo un indirizzo. Lei resta, le sta seduta di fronte. Poi gli prepara la cena. Scrive, e racconta la sua storia. Per tutta la vita il padre si e' guardato le spalle. "Il mio torto e' stato di essere sconfitto. Questa e' la verita"', si racconta l'uomo che scuote la forfora. Le ore sono chiodi nella pietra. Porta la posta agli uffici del Centro Wiesenthal, lo fa in silenzio. Anche lei sta in silenzio, ma e' una scelta. Non crede all'utilita' dei dettagli, che "servono in un processo, ma a una figlia no". Torna bambina solo pensando al figlio di un pescatore che un giorno le insegno' a nuotare, a Ischia. "Le sue dita erano lucciole nel buio", dira' di quel ragazzo sordomuto, e il vento un sistema di comunicazione. "Il vento di quel Sud -scrive De Luca- ha respiri, singhiozzi, starnuti. Riempie le camicie, sbatte le lenzuola e mangia le bandiere. Al Sud offrono al vento i panni per fargli compagnia". Nel ghetto non crescono ortiche. Non fanno in tempo. Per la fame si cuoce qualsiasi erba spunti coraggiosamente alla luce. E' sui testimoni che si fonda l'onore di un popolo. "Cosi' fanno gli alberi circondati dalle fiamme: scaraventano lontano i loro semi". I poeti, gli scrittori, sono i semi di una sapienza schiacciata dall'inferno delle croci uncinate. Avrebbero innalzato a canto la loro testimonianza, oltre il filo spinato. "Dentro quell'assedio e sterminio -rimarca De Luca- avevano solo poeti e scrittori come unici messaggeri del futuro. C'e' chi ha scritto versi in vetri di bottiglie, come Katzenelson. Altri hanno seppellito pensieri in bidoni di ferro, che poi sono stati trovati". La parola e' stata piu' forte della distruzione, ma senza riscatto e redenzione. (segue)



