(Adnkronos) - Il dato di 60 nanogrammi per grammo di Meph, il metabolita derivato dagli ftalati utilizzato come tracciante, e' il primo dato scientifico prodotto al mondo riguardante la contaminazione da plastiche nelle balene. Inoltre sono in corso, nei laboratori del dipartimento di Scienze ambientali dell'Universita' di Siena, le analisi tossicologiche sui campioni di adipe sottocutaneo di 18 balenottere vive, recentemente campionate con tecniche diagnostiche. Si tratta di una buona percentuale di quelle presenti in estate nelle acque del Santuario Pelagos, stimate in un numero attorno a 150. Attraverso un dardo appositamente modificato i ricercatori riescono ad asportare, in una procedura che non ha controindicazioni per la salute dell'animale, una piccola porzione di pelle e grasso sottocutaneo che permette di fare le analisi tossicologiche piu' accurate: quantificare il livello di inquinanti e valutare gli effetti tossicologici come le variazioni genetiche indotte. I dati saranno poi confrontati con quelli di un'area di controllo, presa come riferimento in quanto "incontaminata", che e' il Mare di Cortez in Messico. "Adesso vogliamo analizzare meglio gli effetti tossicologici dell'inquinamento da plastiche - dice la professoressa Fossi - non solo sulla balenottera comune ma anche su altri organismi, come le tartarughe, lo squalo elefante e i pesci che vivono sul fondale marino come la sogliola. Su questo aspetto il nostro gruppo ha vinto un assegno di ricerca cofinanziato dalla Regione Toscana, dando la possibilita' ad un giovane ricercatore di poter indagare su queste innovative tematiche ambientali. Inoltre, grazie al sostegno del ministero dell'Ambiente abbiamo proposto all'Unione europea di adottare i cetacei e la tartaruga Caretta caretta come indicatori delle stato di salute del Mediterraneo, nell'obiettivo, che l'Europa si propone di realizzare entro il 2020, di riportare il Mare Nostrum ad un buono stato ambientale".




