Napoli, 18 ott. - (Adnkronos) - "Napoli e' una citta' in guerra". Non usa giri di parole Paolo Siani, presidente della Fondazione Polis e fratello di Giancarlo, giornalista del Mattino ucciso dalla camorra nel 1985, commentando quanto accaduto a Pasquale Romano, trentenne ucciso per errore lunedi' sera nel quartiere di Marianella a Napoli. "Non e' possibile - dichiara Paolo Siani - che un ragazzo per bene esca di casa e venga trivellato da 14 colpi di pistola. Siamo una citta' in guerra e vorrei che qualcuno cominciasse a comprendere che c'e' un'emergenza criminalita', a partire dagli amministratori e dai politici che temo non abbiano le idee chiare e che non siano convinti che questa e' una priorita' della nostra citta'". Per il presidente della Fondazione Polis, strumento operativo della Regione Campania per la gestione dei beni confiscati alla camorra e di aiuto alle vittime innocenti della criminalita', "va ripensata l'agenda dei nostri politici, altrimenti Napoli muore. La situazione - conclude - e' diventata insopportabile. Non ne possiamo veramente piu'".




