Roma, 18 ott. - (Adnkronos Salute) - Il pericolo principale legato alla presenza di ratti in ambienti frequentati dall'uomo, come le sponde del fiume Tevere a Roma, "e' quello legato alla trasmissione della leptospirosi, malattia di cui oggi non si dovrebbe morire piu', ma che a volte viene scambiata per epatite e non trattata adeguatamente, con il rischio di prognosi infausta". Parola di Gaetano Maria Fara, professore emerito di Igiene all'universita' La Sapienza di Roma. "I ratti malati - spiega l'esperto all'Adnkronos Salute - eliminano le leptospire attraverso l'urina. Queste sopravvivono nell'acqua e le persone che sono solite immergere soprattutto i piedi nel fiume, come i pescatori o i canottieri, rischiano concretamente l'infezione. Ci sono stati periodi in cui abbiamo avuto anche 6-8 casi l'anno. Il problema e' che il sintomo principale della leptospirosi e' l'itterizia, che puo' essere scambiata come segnale di epatite virale. Il trattamento, invece, deve essere a base di antibiotici ad hoc che garantiscono la guarigione. Ma se la diagnosi arriva tardi ci puo' essere anche il rischio di morte". (segue)




