(Adnkronos) - "La vicenda rischia di risultare ingiustamente e gravemente lesiva per l'immagine del patronato Epas - aggiunge - anche in considerazione del fatto che in diversi comunicati viene citato il Patronato Epas senza contestualizzare l'accaduto e senza rimarcare che l'eventuale coinvolgimento in quanto avvenuto riguarda solo una piccola sede (quella di Corigliano Calabro Schiavonea), e non il Patronato Epas nel suo complesso e senza evidenziare inoltre come in questi casi le responsabilita' siano imputabili unicamente ad una persona e non all'ente nella sua globalita'; pertanto stiamo valutando la possibilita' di costituirci come parte lesa, anche perche' completamente estranei a vicende politiche inspiegabilmente associate alla nostra attivita' di patronato". "Nelle notizie riportate oggi notiamo una certa disinformazione che emerge da diversi elementi - aggiunge il presidente dell'Epas - come ad esempio dal fatto che l'invio dei Dmag non e' di competenza di un ente di patronato, come e' appunto l'Epas, in quanto rappresentano un'attivita' non realizzabile dal patronato. Ad ogni modo l'Epas e' a disposizione delle autorita' competenti per chiarire la propria posizione e offrire il proprio contributo affinche' venga fatta chiarezza sull'accaduto".




