Roma, 19 ott. - (Adnkronos) - "Circa un anno fa la Giunta Alemanno e l'Atac ponevano fine con l'intervento della polizia all'occupazione a sfondo socio-abitativo dell'ex deposito Atac di Via Severo, nel quartiere San Paolo. La struttura, risalente ai primi anni del Novecento ed eccezionale esempio architettonico e di archeologia industriale, e' poi tornata nel consueto sottoutilizzo. Peggio. Dalla scorsa estate l'Atac ha avuto la brillante idea di metterla a disposizione dell'Ama e in via temporanea e' stata adibita a zona di smistamento, igienizzazione e pulizia dei cassonetti. Per gli abitanti della limitrofa Collina Volpi cio' ha comportato rumore in orari notturni, gas di scarico di mezzi pesanti ed insalubrita' ambientale, con l'incremento periodico di cumuli di immondizia, topi e cattivi odori". Lo dichiara Andrea Catarci, presidente Municipio Roma XI. "Ma si puo' andare avanti cosi'? - prosegue Catarci - Nei quattro mesi di occupazione, dopo oltre 10 anni di disuso, abbandono e degrado, si e' avviata una reale discussione e si e' concretamente provato a sperimentare un riutilizzo sociale. Con mostre e studi insieme alle facolta' di Architettura delle Universita' romane, con incontri ed assemblee insieme al tessuto associativo locale, con iniziative di recupero sulla storia e la memoria del luogo, con l'insediamento abitativo di un nucleo di persone in difficolta', si e' contrastato il piano di svendita di quella di San Paolo come delle altre ex rimesse. Ora si e' tornati indietro, con il presente fatto di cassonetti e il futuro, delineato nel chiuso di qualche stanza, all'insegna di una valorizzazione che punta solo al maggior profitto possibile". "Il presente ed il futuro dell'ex rimessa, al contrario, sono una grande partita che deve coinvolgere la comunita' locale e la citta' intera - conclude - mettendo al centro le esigenze del quartiere San Paolo e di un quadrante di Roma in termini di servizi e spazi, respingendo l'idea di una valorizzazione puramente economica e a vantaggio di pochi".




