(Adnkronos) - "Siamo particolarmente soddisfatti perche' si e' trattata della prima operazione di polizia giudiziaria effettuata nel nostro Paese a opera di Guardie Zoofile e Guardia di Finanza, che ha portato alla scoperta di un laboratorio per la sperimentazione animale non autorizzato e completamente sconosciuto, oltretutto in condizioni che definire precarie e' un eufemismo -sottolinea Ciro Troiano, coordinatore Nazionale delle Guardie Zoofile della Lav che hanno indagato sulla struttura- Siamo riusciti, per la prima volta in assoluto, a fermare una sperimentazione illegale finalizzata a ottenere la certificazione per prodotti e dispositivi medicali impiegati nel settore sanitario". La gravita' della situazione era emersa gia' a giugno, quando il gip di Modena aveva rigettato la richiesta di patteggiamento proposta dal titolare del laboratorio, perche', dato "l'elevatissimo numero di animali" coinvolti, per un "lunghissimo arco temporale", la magistratura aveva ritenuto che la richiesta della pena non fosse proporzionata rispetto "al regime di vita altamente stressante e maltrattante a cui gli animali erano sottoposti". "Una sentenza importante in un contesto 'intoccabile' come la sperimentazione animale -ricorda Michela Kuan, biologa, responsabile Lav settore Vivisezione- Purtroppo ne' la legge nazionale, ne' quella europea pongono ad oggi (l'Italia recepira' a breve il nuovo testo comunitario) reali vincoli nel ricorso all'animale e mancano totalmente i controlli. Questo caso e' unico perche' ha permesso di aprire un varco in questo muro silenzioso, sottolineando come le poche volte in cui sono entrate le telecamere negli stabulari, hanno trovato situazioni illegali". La Lav da mesi sostiene l'articolo 14 della Legge Comunitaria 2011 che, se approvato anche dal Senato, permettera' restrizioni alla vivisezione, come ad esempio un sistema ispettivo severo.




