(Adnkronos) - "Il nostro lavoro -ha sottolineato ancora Rafanelli- si e' avvalso del contributo di ricercatori e archeologi italiani e stranieri, grazie ai quali abbiamo affrontato temi scientifici proponendoli in chiave semplice ed adatta a tutti i lettori. Abbiamo utilizzato fonti storiche e sociali". Le due curatrici hanno sottolineato, inoltre, che la ricerca della bellezza era una prerogativa delle classi piu' agiate. "La cura del corpo -ha evidenziato Spaziani- con unguenti e profumi era riservata soprattutto alle classi piu' agiate. Le donne che potevano usarli appartenevano ad un rango sociale elevato: erano, soprattutto, delle aristocratiche. Non bisogna dimenticarsi che gli unguenti erano dei beni di lusso: la bellezza era un vero e proprio privilegio, insomma". All'appuntamento hanno anche partecipato la soprintendente per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale, Alfonsina Russo e la conduttrice televisiva Sveva Sagramola, insieme alla giornalista Carla Massi. "Il libro -ha chiarito Russo- e' dedicato al percorso dei sensi legato alla donna, alle erbe e ai profumi di cui si servivano. Un percorso dei sensi che abbiamo voluto ricreare anche nel nostro museo: abbiamo realizzato un'antica essenza, sulla base di una ricerca di Teofrasto, utilizzando i profumi rinvenuti in una tomba di Cerveteri. Profumi conservati in particolari contenitori, provenienti dall'antico Oriente".




