Taranto, 5 mag. - (Adnkronos) - Il giorno prima della chiamata in correita' della figlia Sabrina, il 14 ottobre del 2010, Michele Misseri, detenuto da una settimana per l'omicidio della nipotina Sarah Scazzi, uccisa il 26 agosto di quell'anno, rifiuto' la terapia farmacologica che assumeva da una settimana e prevedeva un antidepressivo la mattina e un ansiolitico la sera. Lo ha riferito Cosimo Maggi, infermiere in servizio al carcere di Taranto, dove il contadino di Avetrana era rinchiuso, chiamato a testimoniare poco fa alla 17esima udienza del processo per l'omicidio della 15enne davanti alla Corte di Assise del Tribunale della citta' ionica. L'infermiere ha spiegato che Misseri, che in quel periodo era ospitato nell'infermeria e guardato a vista, disse non voler assumere i farmaci "perche' il giorno seguente doveva fare un sopralluogo con il direttore del carcere e voleva rimanere lucido". Maggi ha aggiunto che gia' in precedenza era accaduto qualche volta che Misseri chiedesse di sospendere la terapia e che probabilmente, successivamente a quella data, non assunse piu' i farmaci. Prima di questa testimonianza hanno deposto alcuni esperti del Ris di Roma soffermandosi sulla questione delle sim card della vittima e del collegamento interno tra la casa della famiglia Misseri in via Deledda e il garage. (segue)




