Torino, 5 giu. (Adnkronos) - Nicola Arboscelli, 37 anni, avrebbe dovuto essere arrestato il 26 gennaio insieme agli altri No Tav portati in carcere per gli scontri in Val di Susa della scorsa estate ma si trovava in Sud America. Ieri, dopo 9 mesi dall'altra parte dell'oceano, e' tornato e questo pomeriggio si e' presentato davanti al gip di Torino, Federica Bompieri, per costituirsi. Il 37enne nato a Milano ma residente a Cefalu' (Pa) e' accusato di minaccia e violenza a pubblico ufficiale in relazione a un episodio dello scorso 3 luglio in cui avrebbe lanciato pietre e oggetti contro le forze dell'ordine. Oggi davanti al giudice Arboscelli ha detto di aver solo allontanato, lanciandolo lontano, un lacrimogeno che lo aveva colpito. Il suo legale, l'avvocato Claudio Novaro, ha chiesto l'attenuazione della misura cautela e la Procura ha dato parere favorevole agli arresti domiciliari. Il gip dovrebbe decidere nelle prossime ore. Arboscelli aveva annunciato che si sarebbe presentato in Tribunale con una lettera pubblicata sui siti del movimento: "in altre situazioni avrei optato per una bella clandestinita' - scrive - ma dal momento in cui altre quattro persone sono ancora in carcere, e molti ancora ai domiciliari o con restrizioni alternative, e dato che credo nell'azione collettiva di liberazione, ho preso la decisione di presentarmi, affrontando lo Stato, e contribuire con l'azione dello sciopero della fame - ha annunciato - in modo da generare rivolta, riscossa unione e liberta"'. "Continuero' lo sciopero - conclude - fino all'ottenimento della Liberta' per tutti".




