Palermo, 12 set. - (Adnkronos) - Una due giorni di visite istituzionali del governo tunisino a Lampedusa. La delegazione africana ha visitato il centro di accoglienza e parlato con i sopravvissuti del drammatico naufragio della scorsa settimana, la cui dinamica, affondamento dell'imbarcazione o abbandono da parte degli scafisti, e' ancora da accertare. "Ho condiviso la preoccupazione del governo tunisino perche' si faccia luce su quanto e' successo e continui la ricerca dei dispersi e il rimpatrio delle salme - spiega il sindaco delle Pelagie Giusi Nicolini - . Ma ho anche chiesto che i governi delle due sponde di questi viaggi disperati facciano di piu' per impedire nuove tragedie". "Non e' accettabile che nel 2012 per emigrare si debba prendere il mare clandestinamente e rischiando la vita - prosegue Nicolini -. Italia e Tunisia devono fare in modo che questo macabro e ingiustificabile rituale abbia fine per sempre. Oggi la societa' civile tunisina fa sentire piu' forte la propria voce e chiede alla nuova classe dirigente - conclude il primo cittadino - di marcare una differenza sostanziale rispetto alla politica di Ben Ali, perche' le promesse di liberta' coincidano anche con la fine dei viaggi della speranza e dei morti nel Mediterraneo".




