(Adnkronos) - La difesa del professionista ha fatto breccia presso i giudici di piazza Cavour soprattutto laddove ha evidenziato "l'ottimo curriculum professionale e l'assenza di precedenti episodi connotati da colpa" e il fatto che non si fosse tenuto conto del "procedimento che si era concluso con l'archiviazione sia delle indagini ancora in corso che hanno condotto all'espletamento di una perizia dall'esito del tutto favorevole all'indagato". La Cassazione - sentenza 35472 - ha accolto la tesi difensiva di Orazio L. e ha annullato l'ordinanza impugnata al Tribunale dell'Aquila per nuovo esame. In particolare, la Suprema Corte ha osservato che "il Tribunale e' incorso in vizio di motivazione nella parte in cui non e' stata compiuta una valutazione del percorso e del pregresso professionale del ricorrente, che non puo' ricevere notazioni negative in relazione ad accertamenti ancora in corso o da procedimenti archiviati in relazione a fatti diversi".



