(Adnkronos) - Il primo cittadino ricorda che in questi nove anni l'Amministrazione comunale "ha tenuto fermissima la barra nella lotta alla criminalita' organizzata" e cita la costituzione di parte civile nei processi di mafia, l'assegnazione di tutti i beni confiscati a finalita' sociali, la collaborazione con le forze dell'ordine e la magistratura per liberare la citta' dalla sopraffazione dei clan, i progetti di educazione alla legalita' nelle scuole, specialmente nei quartieri piu' a rischio. E poi ancora l'istituzione, primo Comune italiano, di un ufficio per la lotta non repressiva alla criminalita' organizzata, il lavoro a fianco di Avviso Pubblico, di Libera e dell'associazione dei parenti delle vittime di mafia. "Nessuno puo' dunque meravigliarsi - sottolinea Emiliano - se qualche giorno fa ho espresso un monito nei confronti di coloro che governeranno la citta' in futuro, a non accettare mai interlocuzioni con esponenti della mafia barese, come purtroppo accaduto in passato e come accertato in numerosi processi conclusi con sentenze passate in giudicato. In particolare ho confessato i miei timori in margine ad un sostanziale abbassamento della guardia di fronte ad una recrudescenza criminale che corrisponde alla riorganizzazione della criminalita' locale che sta passando attraverso numerosi e gravi fatti di sangue". "E ho sentito quindi come un dovere prima di tutto manifestare senza tanti indugi - argomenta Emiliano - da che parte sto: io sono contro la mafia, sono dalla parte della legge e dello Stato, lo sono stato sempre e sempre lo saro'. Secondo: ho voluto dire pubblicamente, specialmente a chi ambisce a guidare la citta' dopo di me, che essendo Bari come le principali citta' italiane una realta' con problemi di mafia, e' bene sapere che non bisogna scendere in alcun modo a patti con quel mondo".



