(Adnkronos) - In un solo anno, secondo i dati dell'associazione Gaia Animali & Ambiente i fucili dei cacciatori italiani lanciano sul territorio del Belpaese 50 milioni di cartucce. A raccoglierle tutte se ne farebbe un mucchio di 10.000 metri cubi. Vengono cosi' disperse nell'ambiente migliaia di tonnellate annue di piombo sotto forma di pallini. Un diluvio di frammenti velenosi che si accumula sul fondo di laghi, fiumi, stagni e boschi italiani, che gia' non godono di grande salute. Senza contare le tonnellate di plastica dei bossoli non raccolti dai cacciatori, che avrebbero l'obbligo di farlo. Molti di quei colpi raggiungono il bersaglio. Questa pioggia di piombo serve infatti ad ammazzare, secondo i dati Lav-Lega Antivivisezione, 12.000 lepri all'anno, 24.000 fagiani e 3.000 cornacchie nella sola provincia di Mantova, 38.000 fagiani, 27.000 allodole, 50.000 cesene, 90.000 merli e 300.000 tordi nella sola provincia di Bergamo, oltre 1 milione di animali, di cui 7.000 lepri, 26.000 fringuelli (specie protetta!) e 12.500 passeri (specie protetta!) nella sola provincia di Brescia. Il totale degli animali uccisi dai cacciatori italiani, secondo la valutazione dell'associazione internazionale Komitee gegen del Voegelmord supera i 17 milioni di capi. Secondo altri e' di molto superiore. Oltre a sterminare milioni di animali, oltre ad inquinare l'ambiente, la caccia uccide anche gli esseri umani. Secondo l'associazione Vittime della caccia nella stagione venatoria 2010-2011 ci sono stati 53 morti e 88 persone ferite. Tra questi non solo cacciatori ma anche persone che con la battuta di caccia non c'entravano nulla: semplici escursionisti, cercatori di funghi, ciclisti. (segue)




