Venezia, 6 set. - (Adnkronos/Cinematografo.it) - Certo e' che Brillante Mendoza non salta un festival. Cannes, Berlino o Venezia non fa differenza. Il regista filippino riesce sempre a trovare il modo di starci. Diverso e' il discorso relativo alla qualita' dei suoi lavori: autore discontinuo, Mendoza e' capace di sfornare autentiche gemme come pellicole insignificanti. 'Sinapupunan', con il quale si ripresenta in concorso al Lido tre anni dopo 'Lola', entra di diritto tra le prime. L'applauso prolungato alla proiezione per la stampa ne e' la prova. Ambientato sull'isola di Tawi Tawi, nel sud del paese, dove pescatori e cercatori di perle vivono fuori dal mondo e in armonia con la natura, il film segue le vicissitudini di una coppia musulmana segnata dal dramma di non poter avere figli. Sarebbe la ciliegina sulla torta di una vita coniugale semplice e felice. Percio' la moglie - che peraltro fa anche la levatrice - acconsente perche' il marito sposi una seconda donna capace di esaudire il suo desiderio di paternita'. Ma trovare una giovane moglie non e' facile, bisogna avere una dote importante; e quando, al prezzo di enormi sacrifici, riescono finalmente a metterne insieme una e a trovare una sposa disponibile questa chiedera' come condizione per il matrimonio che l'uomo ripudi la precedente moglie alla nascita del primo figlio. (segue)




