Dopo Marianna Madia e Pina Picierno, potrebbe lasciare il Partito democratico anche Paola De Micheli. Ex ministra nel governo di Matteo Renzi, fedelissima dell'ex governatore Stefano Bonaccini, oggi europarlamentare di prima fascia, la De Micheli è ancora un pezzo grosso dem in Emilia Romagna nonché deputata assai vicina alla minoranza riformista guidata da Graziano Delrio. L'epicentro dei mal di pancia e del terremoto che potrebbe sconvolgere il Nazareno da qui alle prossime elezioni politiche.
Anche lei, nei suoi interventi televisivi, ha spesso criticato Elly Schlein per aver portato il Pd su posizioni troppo vicine al Movimento 5 Stelle, una deriva sinistrorsa a braccetto con Alleanza Verdi e Sinistra che mal si coniuga con l'anima riformista e moderata del Pd delle origini veltroniane e della parentesi renziana. Alle origini della possibile rottura, però, secondo il Foglio, peserebbe soprattutto la guerra intestina nel Pd emiliano-romagnolo sulle prossime candidature a Camera e Senato.
Schlein sotto schiaffo: primarie a rischio, Elly ostaggio del Pd
C’è un paradosso che, in queste ore, attraversa il Pd, ma possiamo dire il centrosinistra in generale. Pi&u...Lo scacchiere è delicato: secondo la rubrica Passeggiate romane sia Schlein sia Bonaccini confidano di poter candidare i proprio uomini e donne più fidati nei collegi considerati blindati in Emilia, tradizionale feudo rosso. "Chi rischia di essere penalizzato da questo scontro in terra emiliano-romagnola sono i riformisti - si legge sul quotidiano diretto da Claudio Cerasa -. Due nome per tutti, Graziano Delrio e Paola De Micheli. In realtà entrambi non pensano alla ricandidatura, per motivi diversi, ed entrambi non sono sicuri di quanto sarà lunga la loro permanenza nel Pd versione Schlein. Però non è detto che vengano rimpiazzati da altri riformisti. Anzi".
Schlein sconcertante in Direzione: "Ho risanato il Pd, posso gestire il Paese"
"Ci guardano da fuori come se non fossimo in grado di gestire il paese... Se fossimo nel privato ci avrebbero dato ...Di fronte a questo scenario incerto, e in risposta alla deriva rossa imposta dalla segretaria, De Micheli potrebbe rispondere salutando tutti ed entrare armi e bagagli nel nuovo progetto centrista della Picierno. Proprio in Emilia, peraltro, nei mesi scorsi c'era stato una altro addio per certi versi clamoroso: quello di Elisabetta Gualmini, eurodeputata, ex vicepresidente della Regione, passata con Carlo Calenda in Azione. Una diaspora moderata che non sembra conoscere tregua.




