"C'è una possibilità di vendetta dei potentissimi apparati americani?". A Otto e mezzo su La7 Lilli Gruber discute con Paolo Mieli delle tensioni tra Donald Trump e Giorgia Meloni, una crisi diplomatica Usa-Italia nata qualche mese fa con il rifiuto di Palazzo Chigi di concedere l'uso delle basi italiane agli aerei Usa impegnati nella guerra in Iran.
Proseguita con i durissimi sfoghi personali del presidente americano contro la premier, dopo il G7 di Evian. E culminata nelle scorse ore con una uscita molto sospetta, quella del segretario della Nato Mark Rutte che ha sostenuto che 500 aerei Usa nel corso di tutta la missione Epic Fury fossero decollati dalle basi italiane. Sulla carta, un modo per ricordare a Trump l'impegno dell'alleato italiano. In pratica, ed è qui che nascono molto dubbi nel governo, un modo per mettere in grande difficoltà la stessa Meloni.
Meloni, il sospetto: gioco sporco, così Trump usa Rutte
Un'uscita talmente improvvida come quella di Mark Rutte fa sorgere un legittimo sospetto: le parole del segretario d...La risposta di Mieli alla domanda della Gruber è raggelante e inquietante: "C'è una certezza di vendetta - spiega l'editorialista del Corriere della Sera -. Sigonella è qualcosa di analogo a quella di Craxi nel 1985. Allora fu più spettacolare, c'erano grandi personalità, ci misero i carabinieri. Però negargli le basi militari fondamentali nel momento clou della guerra all'Iran, che è pure fallita, è una cosa che non si dimentica".
Rutte, il sospetto del generale Tricarico: "Una polpetta avvelenata per Meloni"
Leonardo Tricarico commenta il caso-Rutte. Ai microfoni di 4 Di Sera, il generale torna sulla polemica politica che ha t..."Non è Trump e quelli che gli stanno attorno - prosegue Mieli allusivo -. A Craxi la fecero pagare in modo definitivo". Il riferimento è a Mani Pulite, l'inchiesta che rase al suolo Prima repubblica e Partito socialista, inducendo Craxi a scappare ad Hammamet. "E a Meloni?", insiste la padrona di casa. "Secondo me le presenteranno il conto". "Che fattezze avrà questo conto?". "Che fattezze? Faranno l'impossibile per farle perdere le elezioni, per sputtanarla, per renderla...". "Ma quindi usando anche Vannacci?", lo interrompe ancora Lilli. "Assolutamente - conferma Mieli -, Vannacci sarà usato. Prima Sciorilli-Borrelli (la giornalista Federica Sciorilli Borrelli, in collegamento con Otto e mezzo, ndr) ricordava prima Bannon. Ricordiamoci che Bannon è contro la Meloni da tempo", conclude Mieli citando l'ex ideologo di Trump Steve Bannon che ultimamente si è espresso con parole molto lusinghiere nei confronti di Roberto Vannacci. Come si dice in gergo, tutto si tiene.
Mieli, profezia choc su Meloni: guarda qui il video di Otto e mezzo su La7




