Roma, 21 mag. (Adnkronos) - Continuano le polemiche tra le procure di Lecce e Brindisi sulla divulgazione del video in cui e' ripreso l'attentatore della scuola di Brindisi. "Pubblicare quel video puo' aver danneggiato le indagini, ma e' una mia valutazione personale". Lo ha detto il Procuratore capo della direzione distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta, intervistato da Radio 24. Secondo Motta, pero', sarebbero i giornalisti a "enfatizzare la diversita' di vedute che puo' esserci stata tra le due procure nel momento iniziale delle indagini, che vengono condotte in perfetta intesa. Non c'e' alcun motivo di conflitto con la procura di Brindisi: lavoriamo d'intesa in una sorta di democrazia a due", ha precisato il procuratore di Lecce. "La finalita' e le motivazioni dell'attentato - ha aggiunto Motta - sono aspetti che esulano dall'attivita' di indagine che parte dagli elementi di cui disponiamo. Le valutazioni arrivano in un momento successivo". Infatti, "che sia stata una persona a compiere l'atto finale non esclude che dietro ci possa essere una struttura organizzata. A mio avviso - ha detto Motta - e' difficile che quest'uomo possa avere realizzato un attentato del genere da solo. Ma e' prematuro dirlo". Le differenze di vedute rispetto al procuratore Brindisi, che non crede nella pista mafiosa, comunque restano. Secondo Motta, il motivo per cui e' stata colpita proprio quella scuola "e' il collegamento col nome a cui e' intestata. Questo fa parte dell'effetto terroristico dell'attentato". Il procuratore di Lecce, pero', e' sicuro nell'escludere l'ipotesi di un coinvolgimento della Sacra Corona Unita: "Un gesto di questo genere non sembra riconducibile a organizzazioni locali, perche' loro cercano il consenso, e questa strategia del consenso e' piu' pagante della strategia stragista", ha spiegato Motta.



