Milano, 25 mag. (Adnkronos) - Il calo del costo del denaro derivante dall'introduzione degli eurobond "non porterebbe alla soluzione dei problemi europei, dovuti alle differenti condizioni del mercato del lavoro e agli squilibri tra Nord e Sud. La Germania dovrebbe permettere l'aumento dell'inflazione e della disoccupazione e diventare meno competitiva. Bisogna chiedersi quanto sia probabile che i tedeschi accettino questo". Lo afferma Michael Hewson, senior market analyst di Cmc Markets, in un report dedicato agli eurobond. "La risposta a questa domanda - continua Hewson - e la disponibilita' del resto dell'Europa alle riforme saranno alla fine determinanti per la sopravvivenza dell'euro. Ad oggi sono state messe sul tavolo varie proposte per cercare di risolvere il problema della crisi dell'Eurozona e nessuna ha funzionato. Si e' discusso molto degli eurobond come soluzione gradita agli investitori. A mio avviso non sembra, perche' costi medi del denaro piu' bassi non si tradurrebbero necessariamente in un miglioramento della situazione". Le radici della crisi del debito sovrano europeo, prosegue Hewson, "vanno ricercate ben piu' indietro del primo salvataggio della Grecia nel maggio 2010. Alcuni punti da tenere presenti: cio' che avvenne nel 1992, quando la Gran Bretagna fu costretta ad uscire dall'Erm (Exchange Rate Mechanism o meccanismo di cambio europeo) per la difficolta' ad adeguare la propria politica monetaria al modello tedesco. L'Erm prevedeva l'allineamento dei tassi di cambio entro una griglia prefissata e questo implicava l'adozione delle politiche anti-inflazione della Bundesbank".



