(Adnkronos) - "Sono immagini di grande suggestione - spiega l'assessore alla cultura Anna Beltrame - si vedono pareti, solai, volte, in corso di demolizione per ripristinare, su progetto dell'architetto Soncini, il volume dei grandi saloni che conosciamo. E' stata un'emozione ritrovarle, nascoste da chissa' quanto tempo in una stanzina del palazzo". Nella cronologia, ricostruita dalla conservatrice del museo e curatrice della mostra Maria Pia Mannini, si intrecciano due piani: quello della vita interna del palazzo e del museo, con il cambiare e rinnovarsi degli allestimenti delle opere, le mostre, il succedersi di curatori e responsabili. E quello piu' generale della vita della citta' e del Paese, della quale il palazzo e' spesso crocevia e quinta scenografica. Cosi' si rileggono ad esempio le parole di Mussolini che nel 1926, parlando del palazzo Pretorio, esorta i pratesi a rivendicare i "magnifici monumenti del passato" e a "marciare verso l'avvenire". E, dopo la guerra e il nazifascismo, in un'altra immagine si vede la folla festeggiare la liberazione ai piedi del palazzo con le bandiere degli alleati. Qualche anno dopo (1955) due presidenti della Repubblica, Einaudi ancora in carica e Gronchi il successore gia' eletto, visitano insieme nel museo la mostra delle carte dell'archivio Datini, come si vede in una sequenza di immagini tratte da un cinegiornale Luce. La mostra si puo' visitare dal mercoledi' al venerdi' dalle 16 alle 19, il sabato e la domenica anche dalle 10 alle 13.



