(Adnkronos) - L'azienda ha calcolato un danno per il mancato introito di circa 1 miliardo di euro, derivante dal blocco del materiale che si trova fermo nei depositi dell'azienda e sui moli del porto industriale. Secondo il gip Todisco le argomentazioni svolte nel parere dei pm risultano "pienamente fondate ed in quanto tali integralmente condivisibili, costituendo 'il divieto di retroattivita' della legge... fondamentale valore di civilta' giuridica e principio generale dell'ordinamento cui il legislatore deve in linea di principio attenersi'". L'azienda chiedeva, invece, "l'immediata esecuzione" degli articoli 2 e 3, comma 3, del decreto legge del governo del 3 dicembre scorso mediante "la rimozione dei sigilli dei beni oggetto del provvedimento 'decreto di sequestro preventivo' del gip di Taranto in data 22 novembre 2012 e comunque di ogni altra attivita' necessaria a tal fine". (segue)



