(Adnkronos) - In particolare, nel corso di un colloquio, intercettato avvenuto a ottobre del 2007 all'interno della Casa Circondariale di Secondigliano (Napoli), tra Giuseppe Gallico, 57 anni, gia' condannato definitivamente all'ergastolo nel 1994, la moglie Maria Carmela Surace, la figlia Italia Antonella Gallico e il genero Vincenzo Barone, il detenuto raccontava ai propri familiari come, negli anni 1979-80, mediante l'uso della violenza e della prevaricazione tipica mafiosa, si era impadronito prima del terreno e successivamente della palazzina in cui la famiglia Gallico ancora oggi risulta residente. Lo stesso riferiva che, in origine il terreno era di proprieta' della principessa Pignatelli, ma di fatto amministrato dall'avvocato Luigi La Capria, 72 anni, che aveva ricevuto una proposta di acquisto da parte di Saverio Rossini, 90 anni. Questo aveva scatenato le ire della famiglia Gallico, evidentemente interessata a impossessarsi del terreno senza sborsare alcuna somma di denaro. Sempre in base al suo racconto, Gallico Giuseppe aveva preso in mano la situazione e, con la complicita' dei suoi fratelli Domenico e Alfonso, aveva organizzato un attentato nei confronti di Rossini e di sua sorella Teresa. Questo attentato, non mortale, aveva indotto l'avvocato La Capria, gia' amministratore dei terreni oggetto di contesa, a redigere un atto con il quale trasferiva a beneficio dei Gallico, la proprieta' dell'immobile in questione, senza che questi ultimi sborsassero realmente alcun compenso. (segue)




