Milano, 22 ott. - (Adnkronos) - "Quello che e' successo a Palazzo Marino oggi e' gravissimo e inaccettabile. Nessuno si deve permettere, per nessuna ragione, di violare in questo modo la casa dei milanesi". Lo afferma il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, sull'irruzione a Palazzo Marino di un gruppo di persone che manifestavano contro l'esecuzione di uno sfratto. "Il gruppo di persone che ha fatto irruzione nella sede del Comune -continua Pisapia- aggredendo assessori, consiglieri e pubblico presente nella sala Commissioni, oltre a due agenti della polizia locale che sono rimasti contusi, contestava un'azione di sgombero, legittima e doverosa, nei confronti di una famiglia che aveva occupato uno stabile in via Preneste, dopo avere in passato occupato l'assessorato alla Casa e un'altra abitazione dell'Aler, espropriando del proprio diritto chi da tempo e' in graduatoria e ha tutti i requisiti necessari, oltre che il bisogno di vivere in un appartamento di proprieta' pubblica". Per Pisapia "chi cerca con la forza e l'inganno di cancellare i diritti altrui sappia che l'amministrazione non intende tollerare in alcun modo la violenza di chi non accetta le ragioni del dialogo e le regole piu' semplici della convivenza civile, preferendo la strada dell'illegalita' e del sopruso". Inoltre "la famiglia (padre, madre e un figlio maggiorenne) che e' stata oggi sgomberata con l'ausilio della polizia di stato e della polizia locale, non solo e' stata protagonista di precedenti episodi delittuosi, ma non aveva neppure i requisiti, come valutato dall'apposita commissione, per una assegnazione in deroga, non trovandosi in uno stato di necessita' e nelle altre condizioni previste per le assegnazioni in deroga". infine, ricorda il sindaco di Milano, "alla famiglia era stata proposta, da un privato, una sistemazione alternativa con un affitto di lieve entita', adeguato alla possibilita' economica del nucleo familiare. Questa famiglia in un primo tempo ha accettato l'alloggio, ma poi ha nuovamente occupato illegalmente un alloggio".




