Torino, 22 ott. - (Adnkronos) - I cibi cambiano il mondo. Come? Basta essere consapevoli del fatto che con la forchetta si puo' 'votare' ogni giorno, attraverso scelte consapevoli. Ne e' convinto il presidente di Slow Food Italia, Roberto Burdese, che all'Adnkronos racconta la sua visione in vista del taglio del nastro del Salone del Gusto e Terra Madre (25-29 ottobre, Lingottofiere). "Per prima cosa, Slow Food ha fatto diventare il cibo un fenomeno di costume, ora lo facciamo diventare argomento di riflessione - spiega Burdese - il prossimo passo e' fare in modo che la gente comprenda quali sono gli 'atti agricoli' che possono contribuire al cambiamento: con la nostra forchetta possiamo votare scegliendo una cosa piuttosto che un'altra". Un esempio? "Scegliere di consumare meno carne e piu' legumi non solo fa bene alla salute, ma aiuta l'ambiente perche' l'allevamento e' uno dei principali responsabili dell'impatto ambientale", spiega Burdese. Non solo, ma attraverso il cibo e' possibile leggere la realta' che ci circonda, dai modelli di sviluppo ai cambiamenti climatici. "Oggi un miliardo di persone soffre la fame e contemporaneamente un miliardo e 600 mila persone soffre di malattie legate all'eccesso di nutrizione; secondo le Nazioni Unite, i cambiamenti climatici sono determinati da una serie di fattori legati all'attivita' dell'uomo, tra cui il sistema alimentare che, tra produzione, trasformazione e consumo di cibo, e' tra i principali responsabili delle emissioni di Co2. D'altra parte, pero', l'agricoltura e' la prima a soffrire dei cambiamenti climatici e anche la speculazione finanziaria agisce sul settore agricolo". Insomma, il cibo "e' la lente del mondo e della societa'". Una lente attraverso la quale sono chiamati a guardare tutti coloro che parteciperanno al Salone del Gusto e Terra Madre, le due manifestazioni per la prima volta riunite in un solo evento, "evento che ho sentore avra' successo", sottolinea Burdese, perche' "poco alla volta le persone si stanno accorgendo che il cibo e' il punto di partenza: lo dimostra il proliferare di orti che, sebbene non siano la soluzione ai problemi, sono il segno di una ritrovata attenzione". D'altra parte, "per occuparsi di cibo non bisogna essere necessariamente degli esperti: tutti mangiamo e tutti dobbiamo occuparci di alimentazione". (segue)




