Napoli, 22 ott. - (Adnkronos) - "Mi auguro che l'intera vicenda non venga strumentalizzata oltre misura. Non vorrei che sia il prefetto De Martino quanto don Maurizio Patriciello diventino i protagonisti inconsapevoli di una vicenda che rappresenta in modo anomalo il difficile rapporto esistente tra l'Autorita' e la societa' reale. Sarebbe ingiusto per entrambi, per quello che sono, che hanno fatto e che rappresentano". Cosi' il presidente dimissionario della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, interviene in merito allo spiacevole episodio verificatosi venerdi' scorso tra il Prefetto di Napoli Andrea De Martino ed il parroco don Maurizio Patriciello, redarguito per aver chiamato "signora" il prefetto di Caserta. "Ritengo profondamente sbagliato - ha aggiunto Cesaro - ridurre a questo incidente di percorso tutto l'operato svolto dal Prefetto De Martino, che in questi anni ha agito con intelligenza e grande capacita' sul territorio. Sono sicuro che don Patriciello, che conosco da vent'anni, non volesse offendere nessuno, e ritengo paradossale che molti solo ora si ricordino della sua preziosa attivita' svolta dentro e fuori una parrocchia complessa e difficile della provincia di Napoli. La Chiesa e' un importante presidio di legalita' su quel territorio, come ho potuto verificare direttamente nell'agosto scorso quando andai da don Maurizio al rione verde di Caivano, per rispondere ad un suo appello proprio su quanto stava accadendo nella terra dei fuochi". "Tanto De Martino quanto don Patriciello lavorano per la gente, ognuno nei rispettivi ruoli. Sono contento che si siano gia' sentiti telefonicamente e sicuramente si spiegheranno meglio da vicino per risolvere ogni equivoco - ha concluso Cesaro - perche' entrambi hanno gli stessi obiettivi".




