Citta' del Vaticano, 23 ott. - (Adnkronos) - Se dal processo all'ex maggiordomo Paolo Gabriele non sono emerse prove di un eventuale vantaggio economico da parte dell'imputato, e' pur sempre riscontrabile un profitto di tipo morale e intellettuale. E' quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con la quale Paolo Gabriele e' stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione per furto aggravato di documenti riservati dall'appartamento del Papa. "Il dolo specifico, nel furto - si spiega - e' rappresentato dal fine di trarre profitto per se' o per altri, ma, ai fini della consumazione del reato, d'altra parte, non e' di per se' necessario che il profitto sia di fatto conseguito, ma e' sufficiente l'intenzionalita"'. "Per cui - prosegue la sentenza - anche se il Gabriele ha dichiarato, sia in sede istruttoria sia in sede dibattimentale, di non aver avuto 'danaro in cambio della dazione di documenti anche perche' cio' era una condizione essenziale' (cosi', da ultimo, nell' interrogatorio in udienza dibattimentale del 2 ottobre 2012) - a parte il fatto che di tale dichiarazione non risulta agli atti nessun riscontro ne' confermativo ne' contrario - rimane pur sempre che egli ha usato ed abusato della cosa invito domino". (segue)




