Reggio Calabria, 23 ott. - (Adnkronos) - "Colludere con la 'ndrangheta non e' conveniente". Lo ha ribadito il procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria Michele Prestipino commentando il maxi sequestro di beni per 230 milioni di euro ai due imprenditori reggini Pasquale Rappoccio e Pietro Siclari. "Il provvedimento del Tribunale - ha spiegato il magistrato - fornisce l'esatta perimetrazione del fenomeno. Il metodo mafioso ha consentito a questi due imprenditori di arricchirsi da una parte e dall'altra a incrementare il potere della 'ndrangheta in un rapporto simbiotico". Secondo Prestipino, "hanno potuto accumulare ricchezza grazie all'ombra protettiva delle cosche. Sottraendo i beni agli imprenditori stiamo dimostrando che la scelta di fare patti con la 'ndrangheta puo' portare all'inizio a un consistente arricchimento ma alla fine non porta a nulla perche' lo Stato ha gli strumenti per intervenire". Prestipino ha illustrato il metodo di lavoro seguito per arrivare al provvedimento di sequestro, mettendo insieme in una "visione complessiva" i risultati delle indagini che Guardia di finanza, Dia e Carabinieri hanno svolto separatamente.




