(Adnkronos) - E continua l'arcivescovo: "La relazione con l'altro e' qualcosa di serio e di sacro. Perche' ciascun uomo e' sacro. Cristo ha dato la vita per ciascuno di noi, infinitamente prezioso agli occhi di Dio. La relazione con l'altro e' l'incontro tra due liberta', tra due dignita', tra due volonta'. Per questo l'altro puo' anche deludermi. E' un suo diritto. E per questo io non posso disporne a mio piacimento. E' un mio dovere. Quando dell'altro mi interessano pezzi, aspetti, qualita'… Quando penso che l'altro debba essere esattamente come dico io, a mio uso e consumo… Quando penso di gestire la sua vita, ma soprattutto quando lo penso esclusivamente per me, ossia quando confondo l'amore con il possesso… Allora, ogni volta che l'altro si dimostra come e' realmente, cioe' diverso da me, corro il rischio di rimanere deluso, di percepire la sua diversita' e la sua liberta' come un rifiuto". Il cardinale Romeo invita i giovani presenti in chiesa a stare attenti: "C'e' il rischio di pretendere che l'altro continui ad essere mio possesso, e cosi' le vie piu' semplici ed immediate, compresi risentimento e violenza, possono essere le piu' battute per far valere le mie ragioni". "Cari giovani - aggiunge -, non lasciatevi ingannare da un modo di entrare in relazione che non rispetta l'incontro fra due persone, l'incontro fra due liberta'. Non posso cadere nella superficialita' di universi virtuali in cui di me faccio vedere solo cio' che mi conviene e pretendo dall'altro solo cio' che "mi piace". Abbiate reale conoscenza di voi stessi e degli altri, di cio' che si e', anche nella sconfitta e nel fallimento, senza rifugiarvi in percorsi immaginari o stereotipi diffusi. Tutto questo banalizza, svende, distrugge la persona e la bellezza dell'incontro autentico". (segue)




