(Adnkronos) - L'azione simultanea delle undici task-force, effettuata lo stesso giorno e alla stessa ora (mercoledi' 17 ottobre alle ore 17, orario considerato tra quelli con piu' frequentatori), e' stata coordinata e seguita in Prefettura da un'apposita cabina di regia. "Al tavolo di lavoro abbiamo registrato subito - ha sottolineato Varratta - un frequente turn-over delle aziende cinesi, ditte con una vita media di un anno e mezzo, che chiudevano e riaprivano poco dopo con un altro nome, movimenti ambigui che suscitavano molti sospetti. Abbiamo voluto vederci chiaro. Alla banca dati su ciascuna attivita' di estetica, ora abbiamo aggiunto anche le infrazioni commesse. Da ora in poi sara' piu' difficile sfuggire ai controlli". Tutto nasce alcuni mesi fa, quando Cna e Confartigianato, facendosi portavoce delle indicazioni che giungevano da parte degli associati, avevano evidenziato alla Prefettura che nel comparto del benessere aprivano molte imprese a conduzione cinese senza i requisiti tecnico-professionali richiesti dalla normativa nazionale e regionale, in locali non adeguati e al di fuori delle direttive sanitarie, a costi troppo bassi per garantire determinati standard qualitativi e senza osservare gli adempimenti fiscali e contributivi. Secondo le due confederazioni si veniva cosi' a profilare una forma di concorrenza sleale nei confronti delle oltre duemila attivita' del ramo, esistenti in provincia di Firenze, che operano legalmente, fornendo al consumatore servizi in base a precisi criteri di competenza e di igiene. Soddisfazione per il lavoro svolto e i risultati raggiunti e' stata espressa da Cna e Confartigianato. "Non ci fermeremo qui - ha concluso il prefetto - il gruppo continuera' il suo lavoro su altri obiettivi. Vogliamo dare un segnale importante a chi ogni giorno lavora, con impegno e oneri costosi, nel rispetto delle regole".




