(Adnkronos/Cinematografo.it) - Eppure, nonostante la cupa presenza della fabbrica, 'Acciaio' e' anche e soprattutto un racconto di formazione. Anna e Francesca e la loro amicizia esclusiva sono, rispetto al romanzo, le vere protagoniste. Una scelta operata in perfetta armonia tra Mordini e Avallone, che si dice entusiasta del risultato finale e delle soluzioni scelte: "Abbiamo seguito da subito una linea narrativa che privilegiasse le due ragazze. Ma la fabbrica resta importante, e' il perimetro entro il quale si muovono e aiuta a capire l'amore che le unisce, i rapporti con le famiglie, le prime esperienze sessuali". Una ricostruzione dalla quale e' esclusa ogni morbosita', ci tiene a sottolineare Mordini: "L'adolescenza e' terreno di esperienze che possono essere fraintese. Ho lavorato per tenere lontana la morbosita', spero di esserci riuscito. Se a volte le due protagoniste appaiono disposte ad andare oltre e' perche' hanno bisogno d'amore e di sicurezze, ed e' questo profondo desiderio che ho voluto raccontare". (segue)




