(Adnkronos/Cinematografo.it) - 'Acciaio' e' pero' anche un ritratto della vita lontana dalle metropoli che Mordini aveva gia' fotografato in Provincia meccanica. Fabbrica e amori presenti e passati. Turni di notte e scorribande nei locali notturni. Bagni al mare e ore di fronte all'acciaio fuso. Desiderio di fuggire e impossibilita' a farlo. "Vero -ammette Mordini- in qualche modo il film e' il seguito ideale del mio debutto. E' il mondo che conosco meglio e quindi amo raccontarlo. Mio padre aveva un'officina, so cosa significa lavorare tutto il giorno e non riuscire a capire che fuori da quelle quattro mura c'e' tanto da scoprire. L'impotenza di Anna e Francesca che non riescono a immaginare come sia l'Elba che pure e' cosi' vicina alla costa, e' la stessa di intere generazioni segnate dalla mancanza di una prospettiva". Il romanzo ha avuto oltre cinquecentomila lettori mentre il film, prodotto dalla Palomar di Carlo Degli Esposti, esce piu' modestamente in 60 copie distribuito da Bolero. Non stupisca il numero relativamente esiguo, giustamente calibrato su un'opera che punta sui contenuti, sugli attori e sulle atmosfere per guadagnarsi un posto in un box office che in questo primo scorcio di stagione sembra maledetto per gli italiani. Ben venga una sana prudenza allora, soprattutto perche' chi ha amato il romanzo non dovrebbe rimanere deluso dal passaggio dalla pagina al film e essere quindi disponibile ad alimentare un auspicabile passaparola.




