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Ilva: Peacelink, Vendola non ha mai portato in Procura evidenze su malattie (2)

domenica 28 ottobre 2012
Ilva: Peacelink, Vendola non ha mai portato in Procura evidenze su malattie (2)

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(Adnkronos) - Marescotti ricorda che essa "nasce dopo un esposto di PeaceLink del febbraio 2008 in cui venivano evidenziate concentrazioni altissime di diossine e Pcb (policloro bifenili) in un pezzo di pecorino di Taranto. Tale analisi e' stata commissionata da PeaceLink dopo che le analisi della Regione sugli alimenti di Taranto avevano fornito risultati rassicuranti". Vendola quindi "non ha meriti da rivendicare". Anzi "ha sempre cercato di 'risolvere' il problema Ilva senza denunciare l'azienda ma firmando atti di intesa e anche un'autorizzazione Aia i cui risultati sono all'attenzione della Procura". A proposito dei macchinari acquistati per l'analisi della diossina (novembre 2007) "erano stati chiesti nel 2006 dalle associazioni ambientaliste. Legambiente, Wwf, PeaceLink, ecc., dopo che nell'aprile del 2005 PeaceLink aveva denunciato, per la prima volta nell'incredulita' generale, che l'8,8% della diossina industriale europea fuoriusciva proprio a Taranto. E anche la legge regionale sulla diossina e' stata promulgata in ritardo - rileva Peacelink - dopo una imponente manifestazione di 20 mila persone per l'ambiente e la salute a Taranto (novembre 2008). In precedenza Vendola non aveva manifestato alcuna disponibilita' a varare un provvedimento del genere, nonostante le sollecitazione di PeaceLink e Legambiente che avevano segnalato l'esigenza di adottare la normativa regionale del Friuli Venezia Giulia sulla diossina". "A distanza di oltre tre anni e mezzo da quella legge, ottenuta con la mobilitazione della gente, - continua Peacelink - la Regione Puglia non applica ancora un punto qualificante e indispensabile: il campionamento in continuo della diossina, ossia il controllo 365 giorni all'anno, 24 ore su 24, con un un'apposita strumentazione. E' un controllo previsto dall'articolo 3 della legge regionale sulla diossina. Cosi' sono andati i fatti. Nichi Vendola, invece di rivendicare meriti immaginari circa le indagini in corso, dovrebbe chiarire le ragioni per cui varie cose che potevano essere fatte sono rimaste sulla carta. Eppure a chiederle c'era una citta' che soffriva".