(Adnkronos) - L'intricata vicenda, iniziata nel giugno del 2008, ha visto coinvolti il 43enne, all'epoca dei fatti giovanissimo dipendente della banca, e un altro faccendiere umbro che, con una serie di passaggi finanziari legati a varie compravendite immobiliari di lusso, sono accusati di aver fatto trasmigrare il denaro dalle tasche di alcuni correntisti ad altri conti svizzeri a loro riconducibili. Non solo: il 43enne, al momento del controllo, ha esibito ai Carabinieri dei documenti palesemente contraffatti. Portato in caserma per la completa identificazione, i militari lo hanno dichiarato in arresto, insieme al cognato colpevole di averne favorito la latitanza. Per entrambi si prospetta un processo per direttissima per i reati di falsa attestazione a un pubblico ufficiale sulla propria identita', possesso e fabbricazione di documenti falsi nonche' per procurata inosservanza di pena, mentre per il ricercato, che da Milano si era trasferito a Grottaferrata per rivedere la famiglia, dopo il processo si apriranno le porte del carcere dove scontera' la pena di 3 anni di reclusione. Il cognato, invece, e' stato posto agli arresti domiciliari nella sua abitazione in attesa di giudizio.




